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Elisabetta Gualmini: biografia, carriera e vita privata della politica ed europarlamentare

Elisabetta Gualmini durante la manifestazione politica "Festa dell'Europa", organizzata da AtenEU

Ecco chi è Elisabetta Gualmini: professoressa, politica ed europarlamentare, che si definisce “riformista, moderata, liberale e pragmatica”.

Elisabetta Gualmini ha affiancato alla sua attività accademica, importanti esperienze in campo politico, dando di sé il profilo di una riformista, moderata e liberale, con forte background accademico e focus su welfare, lavoro, Europa sociale e Made in Italy. Segue un approfondimento su di lei.

Biografia e carriera di Elisabetta Gualmini

Nata a Modena il 17 maggio 1968 (sotto il segno del Toro) Elisabetta Gualmini ha frequentato il liceo classico-linguistico “Ludovico Antonio Muratori“. Nel 1991 ha preso la laurea in Scienze Politiche presso l’Università di Bologna (110 e lode), con tesi sulla teoria delle organizzazioni complesse. In seguito ha conseguito il Dottorato di ricerca in Scienza della Politica all’Università di Firenze (1996).

La Gualmini ha avuto modo di soggiornare per diversi periodi, come visiting scholar, presso università prestigiose tra cui: UC Berkeley, UCLA, London School of Economics e centri di ricerca tedeschi.

Come autrice ha realizzato numerosi libri e saggi su: politiche pubbliche, welfare, amministrazione e politica italiana ed europea, pubblicando decine di monografie e decine di articoli). Nel 2005 ha ricevuto il premio della Società Italiana di Scienza Politica per il miglior volume under 40.

Dal 2012 è editorialista de “La Stampa“, ma ha anche diretto la Rivista Italiana di Politiche Pubbliche (Il Mulino) e vari master universitari.

La sua carriera accademica ha preso il via attorno al 2005, quando ha ricoperto la cattedra di professoressa ordinaria di Scienza Politica all’Università di Bologna (una delle più giovani in Italia nel settore). Ma già in precedenza ha svolto attività accademiche, in veste di ricercatrice ed associata a Bologna (sede Forlì), contratto alla Bocconi, presidente di corsi di laurea e master. È stata anche presidente della Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo (2011-2012).

La sua carriera politica

La prima tappa politica affrontata da Elisabetta Gualmini è legata al periodo 2014-2019, quando è stata Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna ed assessore al Welfare e Politiche sociali nella giunta di Stefano Bonaccini. Nel corso del suo impegno ha introdotto misure come il Reddito di Solidarietà (aiuto a oltre 15.000 famiglie).

Eletta europarlamentare con il PD (circoscrizione Nord-Est) nel 2019, è andata incontro nel 2024 alla sua rielezione. In Europa è stata membro delle Commissioni Lavoro/Affari Sociali e Bilancio, relatrice della direttiva sul lavoro delle piattaforme digitali, vicepresidente del gruppo S&D (fino al 2024) e prima presidente italiana del Forum europeo delle ceramiche. È stata tra le eurodeputate italiane più influenti secondo classifiche come EU Matrix.

Nel febbraio 2026, Elisabetta Gualmini ha lasciato il PD, criticando la linea di Elly Schlein come troppo spostata a sinistra e poco riformista, per aderire ad Azione di Carlo Calenda, passando al gruppo Renew Europe.

Candidatura a sindaco di Bologna: il suo nome è circolato più volte come possibile candidata (civica o di area moderata/riformista) per le elezioni comunali del 2027. Carlo Calenda ed alcuni civici l’hanno indicata come figura con “le carte in regola”, ma lei ha più volte affermato di non volersi candidare, preferendo concentrarsi sul lavoro al Parlamento Europeo. La politica italiana non ha presentato nessuna candidatura ufficiale fino al luglio 2026-

Vita privata di Elisabetta Gualmini

È sposata con il politologo Salvatore Vassallo. La coppia ha due figli: ha adottato la prima figlia (di origini africane) e ha un secondo figlio naturale; la famiglia è spesso descritta come multietnica.

La Gualmini ha scritto un libro ironico ed autobiografico sulla maternità, dal titolo “Le mamme ce la fanno” (Mondadori), nato da un blog aperto dopo la nascita del secondo figlio, in cui racconta le difficoltà delle madri lavoratrici (definendo anche una “sindrome di Cenerentola”).

Chi è Salvatore Vassallo, il marito di Elisabetta Gualmini

Salvatore Vassallo è un intellettuale e politologo di primo piano, con esperienza sia accademica che parlamentare, che negli anni si è mobilitato nella ricerca attraverso l’Istituto Cattaneo. Politologo, docente universitario e ricercatore, si è distinto anche come Presidente dell’Istituto Carlo Cattaneo (fondazione di ricerca indipendente molto nota in Italia per gli studi su politica, elezioni e società).

Ma Salvatore Vassallo è anche sceso in campo in politica: è stato deputato del Partito Democratico alla Camera dal 2008 al 2013. La sua carriera poliedrica, lo ha visto impegnato nel ruolo di docente universitario, esperto di sistemi politici, partiti e istituzioni.

Insieme alla moglie forma una delle coppie più note nel mondo politico-accademico bolognese/emiliano: entrambi legati all’Università di Bologna (ha una lunga carriera accademica parallela a quella di Elisabetta Gualmini) ed al PD – in passato – anche se lei è passata ad Azione nel 2026.

Dove vive?

Si è trasferita a Bologna intorno ai 26 anni, per studiare e lavorare all’università; ha sempre mantenuto la sua residenza principale a Bologna. Come europarlamentare trascorre molto tempo tra Bruxelles e Strasburgo, ma la sua base e la sua vita familiare restano a Bologna.

Curiosità su Elisabetta Gualmini

– Nel 2025 è stata coinvolta nelle indagini sul cosiddetto “Qatargate”, come altre eurodeputate: ha autosospeso la sua attività nel gruppo S&D e l’immunità è stata confermata dal Parlamento Europeo. La politica italiana ha sempre negato ogni coinvolgimento in atti corruttivi.

– La sua presenza social si rintraccia su Facebook e su Instagram, legata ad una visibilità e comunicazione su attualità politica, con un tono istituzionale e di commento. Si è distinta per un tono pragmatico, europeista, riformista, critico verso estremismi di destra e (in passato) verso derive della sinistra radicale. Usa reel per brevi commenti su attualità e caroselli per approfondimenti.

– Riformista, moderata, liberale e pragmatica, ha aderito al PD nell’era Veltroni come partito della “sinistra liberale, riformista e popolare”, ma ha criticato duramente la sua evoluzione sotto Elly Schlein.

Punti chiave del suo pensiero: pragmatismo; Europeismo forte; politica industriale e Green Deal; Welfare e lavoro; giustizia e riforme.

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ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2026 12:37

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